Jan van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441)

Lo Specchio Convesso

Inserito tra le pareti domestiche delle abitazioni nord europee è documentato dalle opere di vari pittori tra le quali spicca il capolavoro di Jan van Eyck Il Matrimonio Arnolfini custodito oggi alla National Gallery di Londra.
Lo specchio convesso, porzione della più nota sfera magica, venne fin dai tempi antichi considerato il portafortuna della casa che a guisa di occhio proteggeva i suoi abitanti. Per queste virtu è meglio conosciuto nei paesi di lingua francese “oeil de sorcière”, occhio della strega.
Venne detto anche “specchio dei banchieri”: la sua capacità di specchiare un angolo visuale di gran lunga maggiore di uno specchio normale lo rendeva particolarmente utile per controllare lo spazio non direttamente visibile a banchieri, cambiavalute, orefici ecc. Celebre è l’opera del fiammingo Quentin Metsys (1466-1530) Il Cambiavalute e sua Moglie, 1514, Parigi, Louvre.
Le sue proprietà deformanti attrassero vari artisti che si esercitarono in vere e proprie gare d’abilità nel rappresentare lo spazio virtuale raffigurato: il Parmigianino ne fu attratto a tal punto da lasciarci come prova della sua maestria il suo autoritratto riflesso in uno di questi specchi, custodito oggi a Vienna, Kunsthistoriscshes Museum.

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